ritratto di anziana in penombra
ritratto di coppia danzante in ambiente vintage
dettaglio di piedi di anziani mentre ballano
ritratto di anziana in penombra
ritratto di coppia danzante in ambiente vintage
ritratto di coppia danzante in ambiente vintage
dettaglio di piedi di anziani mentre ballano
ritratto di coppia danzante in ambiente vintage
ritratto di coppia danzante in ambiente vintage
ritratto di anziana in penombra
Weekend è un'opera visiva che si sviluppa su tre filoni, corrispondenti a tre temporalità, tre ritmi di scansione della vita. Una divisione tra alta frequenza, bassa frequenza e l’implacabile pendolo, il battito cardiaco. Nonostante il progetto, con il titolo, faccia riferimento a una finestra temporale d'azione, nel suo contenuto non vuole ammettere né inizio, né fine, la ripetizione impedisce l’esistenza di un tempo delineato, proponendone invece uno alienato. Così ogni immagine esiste in un limbo dai contorni vacui, ogni filone si sviluppa su un terreno incerto, ogni immagine può apparire a sé, ma si dimostra, ad una comprensione generale, fatta dell’immagine precedente, successiva o adiacente.
Presente lungo tutto il racconto, è un’illusione travestita da realismo. Iperrealismo forse, che, con un eccesso di descrizione, vuole destabilizzare, rivelando delle incongruenze. Se la fonte di partenza è certamente reale, così non si può dire degli sviluppi a cui il racconto va incontro, che cavalca l’onda dell’incertezza e della relatività.
Pretesto per raccontare una mia idea sulla percezione del tempo, dal punto di vista narrativo il progetto riguarda le memorie di una donna anziana, in contrasto con il disgregamento biologico e la stasi che sembra impadronirsi di alcuni corpi, arrivati ad un certo punto. È il racconto di una donna anziana e del suo tempo, dell’evolversi del rapporto nella percezione e nel vivere il tempo. Il tempo prende a scorrere in maniera differente, le attività cambiano. Mentre il primo filone racchiude due scene parallele una specchio dell'altra, svoltesi in pochi minuti, il secondo filone, seppure sembra restringere il tempo ad una minima unità, è quello che tra i tre ha impiegato più tempo per costituirsi, essendo ogni singola foto scattata a distanza di settimane dall’altra.
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